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“Dalla Russia con amore”: le nuove minacce per l’Italia e il ruolo della Russia tra cyberspazio, salute pubblica, disinformazione e spionaggio.

di Claudio Bertolotti.

Articolo originale pubblicato su Osservatorio Strategico 1/2025 del Centro Alti Studi per la Difesa – Scuola Superiore Universitaria.

Abstract

L’articolo analizza le principali minacce alla sicurezza nazionale italiana attribuite alla Russia, con un focus su tre aree strategiche: cyber security, disinformazione e spionaggio. La Russia emerge come una delle principali sfide per l’Italia in ambito informatico, grazie alla sua capacità di condurre attacchi mirati volti a ottenere informazioni sensibili o a interferire con le infrastrutture critiche. Parallelamente, l’uso sistematico della disinformazione da parte di Mosca rappresenta uno strumento per influenzare l’opinione pubblica e le decisioni politiche in Italia, sfruttando social media e media tradizionali per diffondere contenuti falsi o manipolati. Il tema dello spionaggio si inserisce nel quadro di cooperazioni bilaterali come l’operazione “Dalla Russia con amore” del 2020, durante la quale sono emersi rischi legati alla raccolta di informazioni sensibili sotto il pretesto di assistenza sanitaria. Questo aspetto si collega a casi emblematici come l’arresto di Walter Biot, ufficiale della Marina militare italiana, accusato di spionaggio a favore della Russia. L’articolo sottolinea la necessità di strategie di contrasto multidimensionali per fronteggiare queste minacce, combinando tecnologie avanzate, cooperazione internazionale e rafforzamento della resilienza istituzionale.

Situazioni di emergenza, crisi e vulnerabilità: il terreno ideale per l’emergere di nuove minacce.

Le dinamiche delle relazioni internazionali e le politiche globali incidono profondamente sulla competizione tra attori statali e non statali, influenzando i settori politico, sociale ed economico. L’assertività dimostrata da alcuni Paesi nell’arena internazionale sta contribuendo, inoltre, a ridefinire gli equilibri di potere sia a livello regionale che globale. Fenomeni come l’emergenza pandemica da Covid-19, il conflitto tra Russia e Ucraina e la crisi energetica stanno già lasciando un’impronta destinata a perdurare a lungo, sia per l’Italia che per molte altre nazioni, con effetti significativi in ambito economico e sociale.

La pandemia da Covid-19 ha messo a dura prova l’Italia, evidenziando vulnerabilità sistemiche e criticità latenti. Essa ha generato una crisi sanitaria senza precedenti, con un incremento esponenziale dei contagi e dei decessi, oltre a un sovraccarico del sistema sanitario. A ciò si è aggiunta una crisi economica e sociale, caratterizzata da un aumento della disoccupazione e da una contrazione dei consumi, conseguenze dirette delle misure restrittive come i lockdown, che hanno portato alla chiusura di numerose attività produttive.

Prima che gli impatti della pandemia potessero essere completamente assorbiti, il 24 febbraio 2022 è scoppiato il conflitto in Ucraina, avviato dall’invasione russa. Questa guerra ha innescato una nuova crisi economica, aggravata dall’aumento dei costi delle materie prime e dalla riduzione dei flussi commerciali. Parallelamente, ha provocato una crisi politica internazionale, con l’introduzione di sanzioni contro la Russia e complicazioni nell’approvvigionamento energetico per molti Paesi europei.

La crisi energetica che ne è derivata ha ulteriormente peggiorato il quadro economico, determinando un ulteriore incremento dei prezzi delle risorse primarie e difficoltà di accesso all’energia. Questi fattori hanno avuto un impatto diretto sull’economia italiana, riducendo la competitività delle imprese nazionali. Questo contesto evidenzia la complessità delle relazioni internazionali e la volatilità dei rapporti tra alleati e rivali, sottolineando l’imprevedibilità di eventi capaci di ostacolare l’accesso alle risorse energetiche, condizionandone disponibilità e prezzi. Tali dinamiche hanno ripercussioni significative sui piani sociale, politico ed economico, rendendo indispensabile una gestione attenta e strategica di questi fenomeni globali (Bertolotti, 2023).

Minacce emergenti per la sicurezza dell’Italia e capacità della Russia (e sue linee d’azione).

La sicurezza e la difesa dell’Italia sono messe a rischio da una serie di minacce emergenti, che si manifestano in vari ambiti in relazione al contesto globale. Tra queste, il cybercrime rappresenta una delle sfide più rilevanti. Con la crescente dipendenza dalle tecnologie digitali, le infrastrutture critiche e le imprese italiane diventano bersagli sempre più vulnerabili ad attacchi informatici. Tali attacchi, spesso condotti attraverso metodi sofisticati, mirano a sottrarre informazioni sensibili o compromettere sistemi, causando danni significativi. La Russia, in particolare, è considerata una delle principali fonti di queste minacce, utilizzando il cyberspazio per attività di spionaggio e interferenza sulle infrastrutture strategiche.

Un ulteriore rischio è rappresentato dallo spionaggio industriale, che colpisce i settori d’eccellenza del sistema produttivo italiano e il know-how nazionale. In un contesto di competizione globale, settori come l’automotive, l’aerospazio, la difesa e l’energia risultano particolarmente esposti a tali pratiche. Le tecnologie avanzate e le innovazioni di punta diventano obiettivi di attacchi mirati, con conseguenze strategiche per la competitività del Paese.

Anche il sistema sanitario nazionale è vulnerabile. Gli attacchi informatici contro questo settore possono compromettere la fornitura di servizi essenziali, mettere a rischio i dati personali di pazienti e operatori, e generare perdite economiche significative per le strutture sanitarie. Queste azioni possono avere un impatto devastante sulla salute pubblica, aggravando ulteriormente situazioni di emergenza.

La disinformazione e propaganda costituiscono un’altra minaccia emergente, con la capacità di manipolare l’opinione pubblica attraverso la diffusione di notizie false o distorte. Social media e media tradizionali sono spesso usati per creare confusione e incertezza, influenzando le decisioni politiche e ostacolando la gestione di crisi. In un contesto già fragile, segnato dagli effetti della pandemia e della crisi energetica, tali dinamiche possono amplificare le divisioni sociali, minando la stabilità e la coesione nazionale.

La crisi energetica, inoltre, si configura come una minaccia significativa. La dipendenza dalle risorse esterne e l’aumento dei prezzi delle materie prime hanno un impatto diretto sull’economia italiana e sulla competitività delle imprese, rendendo più complessa la gestione delle emergenze e il processo decisionale delle autorità (Bertolotti, 2023).

Il ruolo della Russia.

La Russia si posiziona come uno degli attori principali nello scenario delle minacce emergenti per l’Italia. Grazie a una vasta capacità nel campo degli attacchi informatici, Mosca utilizza tecnologie avanzate per condurre azioni di hacking, impiegare malware sofisticati e sfruttare tecniche di phishing e ingegneria sociale. Questi strumenti, spesso supportati da gruppi APT (Advanced Persistent Threat) collegati al governo russo, permettono di interferire con sistemi protetti e ottenere informazioni strategiche.

In ambito geopolitico, la Russia ha sviluppato un approccio integrato alla comunicazione strategica e alla diplomazia digitale. Come descritto dal presidente Vladimir Putin nel 2012, il soft power viene utilizzato per perseguire obiettivi di politica estera senza ricorrere direttamente a strumenti militari. Organizzazioni come il “Russian World” e il “Gorchakov Fund of Public Diplomacy”, insieme all’Agenzia Rossotrudnichestvo, sono attori chiave di questa strategia, operando attraverso la diffusione di informazioni mirate e narrative alternative sui social network.

Durante la pandemia da Covid-19, la Russia ha intensificato il proprio impegno propagandistico attraverso l’invio di aiuti umanitari a vari Paesi, tra cui l’Italia. Tali iniziative, veicolate attraverso una comunicazione mirata sui social media, sono state utilizzate per consolidare la propria influenza a livello internazionale. Questo approccio ha permesso al Cremlino di guadagnare consenso in regioni strategiche come i Balcani, il Medio Oriente e l’America Latina, oltre che all’interno dell’Unione Europea.

La combinazione di disinformazione, propaganda e capacità cyber rende la Russia un attore centrale nelle dinamiche delle minacce emergenti, con impatti significativi sulla sicurezza e sulla stabilità globale. Per l’Italia, affrontare queste sfide richiede strategie coordinate e mirate, capaci di tutelare le infrastrutture critiche, proteggere la coesione sociale e rafforzare la resilienza nazionale.

Invitare la spia in casa: l’Operazione “Dalla Russia con amore”. Un’analisi delle dinamiche e implicazioni.

Durante le fasi iniziali della pandemia di Covid-19, il 7° Reggimento di difesa chimica, biologica, radiologica e nucleare “Cremona” (CBRN) dell’Esercito Italiano fu coinvolto, tra marzo e maggio 2020, in attività di sanificazione e decontaminazione. Questo impegno includeva il supporto ai centri di accoglienza per persone provenienti dall’estero e la sanificazione di oltre 180 strutture in Lombardia. A queste operazioni partecipò un contingente russo inviato nell’ambito dell’operazione “Dalla Russia con amore”, che portò alla formazione di 9 task force miste italo-russe (Senato della Repubblica, Doc. CLXIV n. 31, p. 85). L’intervento, inizialmente concentrato nella provincia di Bergamo, evidenziò vulnerabilità legate alla raccolta di informazioni da parte di attori esterni, con il rischio che l’aiuto offerto fosse usato come pretesto per penetrare il perimetro di sicurezza nazionale.

La missione russa vide il coinvolgimento di 104 operatori, tra cui i due epidemiologi di spicco Natalia Y. Pshenichnaya e Aleksandr V. Semenov. La presenza russa, tuttavia, fu oggetto di limitazioni: il contributo iniziale previsto di 400 operatori fu ridotto a 100 per decisione dell’allora ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Inoltre, il generale Luciano Portolano, comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, respinse richieste di estendere le operazioni russe a siti strategici come basi militari e uffici governativi, tra cui la base di Ghedi (Brescia), utilizzata dalla NATO, limitandole ad ospedali e case di cura. Durante queste attività, i russi tentarono più volte di raccogliere campioni di virus e offrirono incentivi economici a ricercatori italiani per ottenere dati scientifici. Un esempio significativo fu l’offerta di 250mila euro a un dirigente dell’ospedale Spallanzani di Roma, che favorì il vaccino russo “Sputnik” a scapito del progetto italiano “Reithera” (Jacoboni, 2022).

Il Contesto e le Controversie.

L’accordo tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente del consiglio italiano Giuseppe Conte fu raggiunto telefonicamente il 21 marzo 2020. Tuttavia, l’intervento russo, percepito come una forma di “assegno in bianco” da parte dell’Italia, fu attuato in modo non coordinato, senza consultare adeguatamente il governo italiano. Il contributo russo includeva esperti militari, specialisti in minacce biologiche e chimiche, e unità tecniche per lo studio di agenti patogeni, ma mancavano dispositivi per il rilevamento specifico del Covid-19.

Le aree selezionate dai russi per la sanificazione sollevarono preoccupazioni: molti dei siti erano vicini a infrastrutture sensibili come basi NATO contenenti arsenali nucleari. Questi fattori portarono il governo italiano a interrompere prematuramente l’operazione, considerandola un potenziale rischio per la sicurezza nazionale.

Ruolo degli epidemiologi russi

Un elemento di rilievo fu la presenza non autorizzata dei due epidemiologi russi, Pshenichnaya e Semenov, entrambi operativi presso la Rospotrebnadzor, l’ente russo responsabile della gestione della pandemia. I due avevano precedentemente lavorato a Wuhan e dichiararono che l’obiettivo della loro missione era acquisire esperienza sulle modalità di gestione del Covid-19 adottate in altri Paesi. Tuttavia, due mesi dopo la loro partenza dall’Italia, pubblicarono un report critico sulla gestione italiana della pandemia (Santarelli, 2022), alimentando dubbi sul reale scopo della loro presenza (Bertolotti, 2023).

Considerazioni finali

L’operazione “Dalla Russia con amore” solleva interrogativi sulla gestione di aiuti internazionali in contesti di emergenza e sui rischi connessi alla sicurezza nazionale. Mentre l’intervento russo fu ufficialmente presentato come un contributo umanitario, molteplici azioni suggeriscono che potesse servire anche come strumento per raccogliere informazioni strategiche e consolidare l’influenza geopolitica di Mosca. Queste dinamiche sottolineano l’importanza di un coordinamento rigoroso e di un’attenta valutazione dei rischi legati alla cooperazione internazionale in situazioni di crisi.

Analisi dell’operazione russa in Italia: una strategia di guerra ibrida 

L’intervento militare russo in Italia durante la pandemia di Covid-19 rappresenta un esempio pratico dell’applicazione della cosiddetta “guerra ibrida,” utilizzata da Mosca per ottenere un vantaggio strategico temporaneo nel contesto dell’emergenza sanitaria globale (Santarelli, 2022). A differenza della Cina, che si limitò a fornire consulenza tramite videoconferenze, l’Italia accolse e offrì ampia libertà di azione ai militari russi. Questo permise loro di raccogliere preziose informazioni sulla gestione e diffusione del virus, informazioni che furono sfruttate per una campagna di propaganda sia interna che internazionale, inclusa la promozione del vaccino russo “Sputnik V.”

L’operazione russa sembrava perseguire tre obiettivi principali. Primo, l’acquisizione di informazioni strategiche attraverso attività di spionaggio, con l’obiettivo di sviluppare una strategia di gestione della pandemia basata sulle conoscenze acquisite in Italia. Secondo, la propaganda interna ed esterna, finalizzata a esaltare i progressi della Russia e a promuovere l’adozione del vaccino “Sputnik” da parte di altri Paesi, inclusa l’Italia. Terzo, una campagna di “guerra informativa” volta a screditare la gestione italiana della crisi sanitaria, attraverso il contributo e le dichiarazioni di autorevoli epidemiologi russi. 

Implicazioni per la Sicurezza Nazionale 

L’operazione “Dalla Russia con amore” evidenzia la necessità di valutare attentamente le implicazioni per la sicurezza nazionale in situazioni di emergenza. Questo caso offre un esempio concreto di come attori esterni possano sfruttare contesti critici per infiltrare le loro reti di intelligence, raccogliere dati strategici o penetrare sistemi di sicurezza nazionale. In nome di una presunta assistenza umanitaria, tali operazioni possono minare la stabilità interna e rafforzare l’influenza geopolitica di Paesi terzi. 

L’esperienza italiana dimostra l’importanza di mantenere un controllo rigoroso e di definire limiti chiari nelle collaborazioni internazionali in situazioni emergenziali, al fine di prevenire rischi per l’integrità e la sicurezza dello Stato (Bertolotti, 2023).

Bibliografia

Bertolotti, C. (2023). Le minacce emergenti per l’Italia e il ruolo della Russia (cyber, sanitaria, disinformazione, spionaggio), in “La Russia nel contesto post-bipolare (RUSPOL). I rapporti con l’Europa tra competizione e cooperazione”, 2° Geopolitical Brief, Geopolitica.info, la Sapienza, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Roma.

Bērziņš, J. (2014). Russia’s New Generation Warfare in Ukraine: Implications for Latvian Defense Policy, Policy Paper No 02, (Riga: National Defence Academy of Latvian Center for Security and Strategic Research), 5.

Putin, V. (2012). Russia and the Changing World. Rossiyskaya Gaseta, 29 febbraio 2012.

Santarelli, M., (2022). Dalla Russia con amore. Aiuti covid o spionaggio dalla Russia? Cosa c’è dietro la missione dell’esercito russo a Bergamo, Agenda Digitale, 17 gennaio 2022.

Senato della Repubblica (2020), XVIII Legislatura, Doc. CLXIV n. 31, “Relazione sullo stato della spesa, sull’efficacia nell’allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell’azione amministrativa svolta dal ministero della Difesa, corredata del rapporto sull’attività di analisi e revisione delle procedure di spesa e dell’allocazione delle relative risorse in bilancio”, p. 85.

Tsvetkova, N., Rushchin D. (2021). Russia’s Public Diplomacy: From Soft Power to Strategic Communication. Journal of Political Marketing, 20(1), 50-59.